9/2/2018

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea – Edizione dedicata alle tre Religioni del Libro

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea – Edizione dedicata alle tre Religioni del Libro

L’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali, in collaborazione con lIstituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, con la Comunità Ebraica di Roma, con la Basilica di San Marco in Piazza Venezia, con il Centro Islamico Culturale d’Italia, con l’Ambasciata del regno del Marocco, con il Teatro di Roma, con il nulla osta del Vicariato di Roma – recuperando il progetto degli Incontri di Musica Sacra Contemporanea sviluppato dal 1988 al 2001 da Sandro Gindro – propone quattro concerti che attingono alle tradizioni musicali cattolica, ebraica, islamica e secolare; e due incontri di presentazione e discussione.

Gli appuntamenti seguiranno il seguente calendario che risulta definito (a parte possibili variazioni nel programma del 18 marzo):

 

 

Primo Incontro: “Solcare i Cieli”

Lunedì 26 febbraio, ore 17.00

Auditorium della Discoteca di Stato (Istituto Centrale dei Beni Sonori e Audiovisivi),

Palazzo Mattei di Giulio – Via Michelagelo Caetani 32 – 00186 Roma

Ingresso libero

Incontro di presentazione : Spiritualismo e discografia.

Introduce: Pietro De Santis (IPRS)

Massimo Pistacchi (direttore dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi);

conclude: Raffaele Bracalenti (IPRS).

Le categorie dello spirituale, del religioso e del sacro si ripropongono, variamente declinate, nel
pensiero occidentale contemporaneo: dai tentativi dei filosofi di dialogare con la teologia, a quelli delle
scienze di riconsiderare saperi tradizionali, agli approcci con culture lontane, il pensiero orientale
o la New Age. Delle correnti spiritualiste e religiose si intravedono segnali e riflessi nelle creazioni
artistiche e in particolare nella musica.
Tema dell’incontro è il nesso tra produzioni discografiche di musica contemporanea e domanda di
genere spirituale del pubblico. L’itinerario rimanda a opere del XX secolo accumunate da una tendenza
verso l’Alto: da Leóš Janáček a Francis Poulenc da Zoltán Kodály a Igor Stravinski; da Krzysztof
Penderecki a Benjamin Britten. Inattesi compositori d’avanguardia, come Karlheinz Stockhausen,
si collegano attraverso i successi discografici ad autori impegnati nella fede, quali Arvo Pärt e il suo
minimalismo sacro, o Henryk Górecki e John Tavener senza escludere lo spiritualismo teosofico di
Georges Gurdjieff, Thomas de Hartmann o Erik Satie. Le citazioni includono altre tradizioni religiose:
l’ispirazione ebraica di Georg Lygeti, John Zorn, Charlemagne Palestine, Steve Reich; le tradizioni
orientali per Giacinto Scelsi, John Cage, Terry Riley, La Monte Young, Ravi Shankar, Pandit Pran
Nath; non si tralascia la discografia della musica arabo andalusa di Jordi Savall, di Abu Khalil e della
tradizione sufi.

 

 

Secondo Incontro: “Cantare inni a Dio con arte”

Domenica 4 marzo, ore 21.00

Tempio Maggiore di Roma, Lungotevere de’ Cenci, Roma

Ingresso libero

Concerto di Musica Sacra Liturgica nella tradizione della Comunità Ebraica Romana.

Interpreti: Rabbino Alberto Funaro (voce liturgica principale), M° Claudio Di Segni (direttore e solista), M° Angelo Spizzichino (organo), M° Marco Valabrega (violino), Coro del Tempio Maggiore di Roma.

Ebrei, cristiani e musulmani, con i loro canti esprimono in modo sublime la fede nel Dio unico
di Abramo per testimoniare e promuovere insieme un mondo di pace e di dialogo. Il programma
presenterà alcuni canti liturgici di tradizione ebraica romana (e non solo) mediante i quali gli ebrei
lodano, ringraziano, pregano il Signore Dio, in ogni stagione della vita, in ogni periodo dell’anno.

 

 

Terzo Incontro: “Interpretare il sentimento del sacro”

Domenica 11 marzo, ore 21.00

Basilica di San Marco Evangelista, Piazza San Marco 1 (Piazza Venezia), Roma

Ingresso libero

Concerto di Musica Sacra su temi della tradizione cattolica.

Programma:

Sandro Gindro: Misteri Gaudiosi (quartetto di fiati, quartetto d’archi, soprano)

Luciano Bellini: Cantico delle Creature (quartetto di fiati, quartetto d’archi, pianoforte, soprano)

Mario Castelnuovo Tedesco: Evangelion  (pianoforte)

Enrico Marocchini: Requiem (quartetto di fiati, quartetto d’archi, pianoforte, soprano)

Nino Rota: Il Presepio (quartetto d’archi, soprano)

Interpreti: Marta Vulpi (soprano), Roberto Murra (pianoforte), Quartetto d’archi e Quartetto di Fiati degli Incontri, Paolo Lepore (direttore).

I misteri Gaudiosi espongono differenze timbriche e ritmiche in relazione ai cinque episodi del testo.
L’annunciazione, andante, è guidato dalla voce del soprano. Il Magnificat, allegretto, suggerisce uno
stato di estraniamento. La nascita di Gesù è un lento, dolce e cantabile. La presentazione di Gesù al
Tempio, una struggente espressione d’amore, è affidata alla voce con il basso del violoncello. Gesù tra
i dottori è un allegro che diviene più tranquillo e severo.
Il presepio unisce due testi dei Canti popolari della montagna lucchese: il primo racconta la povertà
della Famiglia; il secondo la ninna nanna che Maria canta al Bimbo. L’aspetto musicale rispetta la
bipartizione: intervalli discendenti semitono-tono degli archi suggeriscono il sospiro affannoso poi un
accompagnamento cullante alterna momenti pacati ad altri mossi.
Il Cantico delle Creature, commissionato dai Solisti Aquilani nel 2005 è stato eseguito in Italia e in
Estremo Oriente, dove la musica del Maestro romano è molto apprezzata. I versi di Frate Francesco,
nel testo originale, sono musicati in stilemi della musica contemporanea che si fondono con atmosfere
modali e medievali vicine al Canto Gregoriano; l’effetto mistico, non liturgico, asseconda di volta
in volta le immagini evocate. La versione originale per soprano, orchestra d’archi, pianoforte e coro
si basa su di un’importante massa sonora; nella versione proposta prevale la ricchezza dei colori e la
leggerezza espressiva.
Mario Castelnuovo-Tedesco scrisse parecchie opere su temi tratti dal Nuovo Testamento: Evangélion
è una meditazione sui fatti narrati nel Vangelo, intrisa di lirismo e di drammaticità. La raccolta si apre
con l’Annunciazione e termina con le ultime parole di Cristo sulla croce e la Resurrezione.
Il Requiem è dedicato a Carmine Siniscalco, caro amico recentemente scomparso, intellettuale e
promotore dell’arte contemporanea con lo “Studio S”, centro d’incontri fra le varie correnti estetiche.
Amico di Goffredo Petrassi, è stato attento conoscitore del linguaggio musicale. L’opera segue il testo
latino, lingua sacra. La voce solista e l’organico cameristico segnano la dimensione intima e non
celebrativa.

 

 

Quarto Incontro: “Cantare la pace e la concordia”

Domenica 18 marzo, ore 18.00

Grande Moschea di Roma, Viale della Moschea, 35,  Roma

Ingresso libero

Concerto di Musica Sacra su temi della tradizione islamica.

Programma:

Brani dalla tradizione arabo andalusa

Orchestra Arabo Andalusa di Fez

Interpreti:

Briouel Mohamed (direzione e viola), Arabi Gharnati Mohamed (violino), Amri Mostafa (viola), Bennani Baiti Abdelhay (rebab), Berrada Driss (laúd), Tahiri Joute Nourddine (canto), Alami Chentoufi Aziz (percussioni).

La musica arabo-andalusa, fiorita nella Spagna islamica, è oggi associata alla musica del Marocco
(al-Âla). Il compositore persiano Ziryâb, nella corte di Abd al-Rahman II a Cordova, ne è stato il
capostipite. Successivamente Ibn Bajja di Saragozza fuse in un nuovo stile la musica di Ziryab con i
moduli occidentali.
La musica andalusa arrivò in Nord Africa nei secoli, anche in seguito alla migrazione dei musulmani e
degli ebrei sefarditi dovuta alla Reconquista della penisola Ibereica.
La base di al-Âla è una suite definita nouba; delle 24 nouba, una per ogni ora del giorno ne restano 11
che conservano i modi andalusi.
L’Orquesta Árabe Andaluza De Fez, fondata nel 1912, diretta da Mohammed Briouell, preside del
Conservatorio di Fez, vanta un repertorio vastissimo di una musica elegantissim, in cui aleggiano le
atmosfere dei grandi palazzi orientali.

 

 

Quinto Incontro: “Solcare i cieli, Incontri Romani”

Giovedì 22 marzo, ore 17.00

Auditorium della Discoteca di Stato (Istituto Centrale dei Beni Sonori e Audiovisivi),

Palazzo Mattei di Giulio – Via Michelagelo Caetani 32 – 00186 Roma

 Ingresso libero

Incontro di presentazione del concerto finale.

Partecipano: Massimo Pistacchi (presidente dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi), Raffaele Bracalenti (Presidente IPRS”, Pietro De Santis (socio fondatore IPRS), Jamal Ouassini (violinista e compositore), Claudio Di Segni (tenore), Enrico Marocchini (compositore), Paolo Lepore (direttore), Jama Ouassini (violinista e compositore), Marco Valabrega (violinista e compositore), Abdellah Redouane (Centro Islamico Culturale d’Italia)

Se Sandro Gindro, trenta anni or sono, intuì l’attualità coinvolgente della musica e della cultura
che ricerca il sacro; se i cieli di Roma, da quasi tremila anni, vedono una popolazione multietnica
e multiculturale aggirarsi nel fascino e nel mistero suggerito dall’arte, non è impresa di poco conto
accoglierne gli stimoli e gettare un ponte verso il futuro. Organizzatori, compositori ed interpreti
commentano il percorso artistico e culturale e presentano il concerto conclusivo.

 

 

Sesto Incontro: “Incontri Romani di musica sacra e contemporanea”

Domenica 25 marzo, ore 21.00

Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina 38, Roma

Ingresso libero

Concerto conclusivo di Musica Sacra e Contemporanea.

Programma

Brani della tradizione ebraica

Sandro Gindro: Cinque ninnenanne per i bambini uccisi dalle guerre

Max Bruch: Kol Nidrei

Jamal Ouassini: Incontro a Tangeri

Jamil Bey Massuud: Samai Nahawand

Marco Valabrega: Mish Nigun

Enrico Marocchini: Inno alla pace (prima esecuzione assoluta)

Interpreti:

Fatna Abid (Soprano), Claudio Di Segni (Tenore), Rav Alberto Funaro (Voce), Roberto Murra (Pianoforte), Jamal Ouassini (Violino solista), Angelo Spizzichino (Pianoforte), Ensemble Orchestrale degli Incontri, Solisti del Coro del Tempio Maggiore di Roma, Paolo Lepore (Direttore)

Kol Nidrei op. 47 (1881), è un Adagio costituito da variazioni su due melodie ebraiche. Il primo tema
proviene dalla preghiera di Kol Nidre, recitata durante il servizio serale su Yom Kippur. La voce
rapsodica del cantore è imitata dal violoncello.
Cinque ninne nanne presenta andamento moderato e carattere mesto. I tempi, dall’adagio espressivo
fino all’allegretto, quasi mai si esprimono in un vero forte. Lo stile, affine alla scuola viennese
espressionista, guarda alla tecnica dodecafonica atonale.
Preludio Nahawand, di ispirazione spirituale, è scritto per introdurre Samai Nahawand, brano
strumentale di Jamil Bey Masuud (Istambul, 1871 – 1916) del repertorio definito ottomano, forma
musicale amata ed eseguita dalle confraternite Soufi.
Mish Nigun accomuna le tre religioni: ebraica, cristiana ed islamica; il termine nigun suggerisce la
melodia religiosa. All’introduzione minimalista segue un corpo dal ritmo balcanico con la presenza di
un tema melismatico di preghiera senza parole.
Inno alla pace è ispirato al primo libro del de rerum natura di Lucrezio, che si apre con l’invocazione
alla pace a favore dei Romani. Anche in questa composizione, il musicista romano predilige la lingua
latina.

Per l’occasione sarà esposta l’opera di Qinggang Xiang, Suoni della poesia contemporanea cinese, 2016, ceramica.

 

Per Info e Prenotazioni: 06.32652401- iprs@iprs.it


Approfondimenti:

Gli “Incontri di Musica Sacra Contemporanea”

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