progetto:

LIBERI DI SCEGLIERE

16/09/2019
15/09/2020

Linea di Finanziamento

Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità – Fondi PON Legalità 2014-2020 – Asse IV – Favorire l’inclusione sociale e la diffusione della legalità.
AzioneInclusione sociale e lavorativa per soggetti a rischio di devianza
Sotto-azione 4.1.2percorsi di inclusione sociale e lavorativa per particolari soggetti a rischio devianza; ex detenuti, minori in fase di uscita dal contesto penale; soggetti appartenenti a famiglie mafiose
CIG 771400022E – CUP: J79D18000020005

           

calendario eventi e incontri

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“MINORI DI CAMORRA E ‘NDRANGHETA” Storie famigliari a confronto

Descrizione progetto:

Il tema della devianza minorile suscita, periodicamente, stupore e preoccupazione. Nonostante le statistiche sulla devianza in generale, e di quella minorile in particolare, dimostrino un trend tendenzialmente in diminuzione, come ben sottolineato da una recente pubblicazione di Didier Fassin, Punire. Una passione contemporanea (Feltrinelli, 2018), la percezione diffusa nella cosiddetta società civile è quella di una crescente apprensione e intolleranza verso i fenomeni criminosi. Spesso questa inquietudine provoca la richiesta di azioni più repressive e poco o nulla ci s’interroga su come i sistemi di giustizia operino nel tentativo di riabilitare e reintegrare il reo nella società.
La Giustizia Minorile in Italia ha sempre fatto prevalere il valore educativo del lavoro con i minorenni che commettono reati, scelta che pone il nostro sistema tra quelli più avanzati in Europa, non può, invece, sottrarsi alla costante necessità di verificare e eventualmente ripensare prassi e strumenti di intervento.
Questo è ancor più vero in quei contesti in cui, purtroppo, l’azione di prevenzione e recupero dei ragazzi che entrano in contatto con la giustizia appare più complicata. Le regioni del Mezzogiorno e, in particolare, Calabria e Campania hanno visto, infatti, negli ultimi anni il presentarsi, o forse sarebbe meglio dire un ripresentarsi, di fenomeni preoccupanti: dalle paranze dei minorenni nel napoletano, al coinvolgimento di ragazzi giovanissimi in fenomeni di criminalità organizzata in Calabria. Questi fenomeni allarmanti sono strettamente legati al riaffacciarsi di una crisi economica nelle regioni del Sud che le ha ancora una volta impoverite anche in termini di risorse sociali ed educative. In contesti socialmente deprivati, con tutte le agenzie educative di presidio della legalità rese più fragili dalla crisi economica, il lavoro già complesso della giustizia minorile viene così messo, ancora di più, a dura prova.
A partire da queste considerazioni Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, ha dato vita a un protocollo, il cosiddetto Protocollo Liberi di scegliere, con l’obiettivo di sperimentare azioni innovative capaci di coinvolgere, in uno stesso sforzo di fare meglio e di più, diversi attori pubblici e del privato sociale. Sulla scia di questa iniziativa il Ministero della Giustizia minorile ha inteso dar vita ad una progettualità, Liberi di scegliere per l’appunto, con l’obiettivo di sostenere e rafforzare questo sforzo ma, soprattutto, contribuire ad avviare un processo di ripensamento delle partiche di lavoro degli Uffici della giustizia minorile nelle due regioni del Sud.
L’IPRS, con KPMG, si sono aggiudicate questo progetto, con una proposta che trova i suoi punti di forza nella capacità di proporre un’analisi approfondita sulle differenze storiche e sociali tra camorra e ‘ndrangheta; nella sperimentazione, tra i primi in Italia, di strumenti di profilatura psicologica e criminologica in uso in molti sistemi avanzati; nella predisposizione di strumenti di lavoro innovativi con le famiglie; nell’azione di ripensamento del lavoro di rete con le agenzie educative e, infine, nella sperimentazione di 50 percorsi di presa in carico di minori ad elevato livello di complessità sotto il profilo sociale e criminologico.

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