progetto:

PAROLA AI BAMBINI: progettare l’antidoto alla paura attraverso la narrazione

24/02/2021
10/05/2022

Linea di Finanziamento

Progetto promosso e realizzato con il supporto tecnico e finanziario del Ministero della Salute – Direzione Generale della prevenzione sanitaria

Descrizione progetto:

 “Parola ai bambini: progettare l’antidoto alla paura attraverso la narrazione” è un progetto sperimentale finanziato dal Ministero della Salute Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria e realizzato dal Policlinico di Bari – Ospedale Giovanni XXIII in collaborazione con l’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali e la Cooperativa Sociale Nostos.

Il progetto affronta da diversi punti di vista i temi della malattia, delle esperienze traumatiche e del disagio psicologico nell’infanzia, su cui l’IPRS, in oltre trent’anni di attività, ha maturato una profonda esperienza e sensibilità.
Quest’esperienza è anche il frutto del lavoro realizzato negli ultimi anni su progetti quali CABMF – Centro Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia, e la collaborazione con l’APS Parent Project (associazione di pazienti e genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker) per la realizzazione della valutazione di impatto dell’Associazione e del progetto Ri.Gene.Rare promosso da Parent Project stesso.

Se si pensa all’esperienza di malattia nell’infanzia questa comporta uno stravolgimento del concetto di normalità e salute e porta con sé vissuti di disorientamento, tanto da essere considerata come possibile esperienza traumatica fonte di disagio psicologico per il bambino e di impotenza per i vari membri della famiglia. L’impatto traumatico di un evento non dipende strettamente dall’evento in sé, bensì dalla percezione soggettiva e personale della sua gravità e delle risorse utili per fronteggiarlo quindi una mancanza di comprensione della propria condizione e del trattamento a ci si è sottoposti sono associati anche a un rifiuto e a una scarsa aderenza terapeutica nei bambini.

In tale ambito, dunque, risulta importante creare e promuovere linguaggi e dinamiche di espressione e comunicazione accessibili al bambino affetto da patologia cronica, così da sostenere le sue capacità di farvi fronte, migliorare la qualità di vita dei bambini affetti e delle famiglie attraverso un’adeguata elaborazione della condizione clinica.

“Parola ai bambini” si propone di associare metodologie di lavoro con i bambini in contesti laboratoriali ludico-espressivi, che promuovono l’emersione e l’elaborazione di contenuti connessi ad esperienze di crisi, e a consolidate metodologie osservative di orientamento psicoanalitico, volte alla lettura e alla comprensione dei contenuti affettivi, comunicativi, narrativi e relazionali del bambino.
Tali metodologie, mirano a cogliere nelle produzioni dei bambini (disegni, narrazioni, etc.) intorno alla malattia, gli elementi inconsci, i contenuti negati, i simboli ricorrenti, i vissuti emotivi associati, e l’impatto di tali vissuti sulla relazione con l’adulto.

Il progetto, pertanto, integra interventi a sostegno dei bambini in ospedale con un’azione sperimentale finalizzata alla creazione di un libro di storie da realizzare con l’apporto diretto dei bambini affetti da malattie gravi e/o croniche.

Gruppi di bambini verranno coinvolti in attività laboratoriali durante le quali, attraverso attività ludiche ed espressive, verranno esplorate le modalità comunicative da loro utilizzate per condividere vissuti ed esperienze riferite alla patologia. L’analisi dei contenuti prodotti e delle modalità espressive e comunicative utilizzate diverrà materiale per la creazione di un libro che aiuterà altri bambini che devono affrontare l’esperienza di una patologia cronica e i loro genitori ad affrontare i diversi temi collegati alla malattia e alle emozioni generate.

È probabile che in questa produzione alcuni contenuti vengano rappresentati con simboli ricorrenti o attraverso schemi narrativi e stili di comunicazione che si ripetono. Tutti questi elementi contribuiscono a definire il topos delle narrazioni sulla malattia e sulla cura, e a creare il “luogo della comune rappresentazione” per i bambini e per gli adulti dove l’esperienza dei bambini affetti da patologie, diviene pensabile e comunicabile.

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