progetto:

VIOLENZA ZERO!

07/12/2018
07/06/2020

Linea di Finanziamento

Dipartimento pari opportunità
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità

Finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della Convenzione di Istanbul

Descrizione progetto:

VIOLENZA ZERO!

 

Il Progetto

Sono circa 1340 i casi dei minori imputati per reati a sfondo sessuale (artt. 609 bis e octies, c.p.), in carico ai servizi della Giustizia minorile e di Comunità, alla fine del 2018.

Numeri importanti che pongono domande sul comportamento di questi giovani e su quali interventi educativi debbano essere posti in essere.

Il progetto Violenza zero! – finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che vede l’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali (IPRS) in qualità di capofila, e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità come partner – rappresenta il primo tentativo, a livello nazionale di fare il punto su un tema complesso quale quello dei reati a sfondo sessuale commessi in età evolutiva.

I dati e le statistiche ufficiali dimostrano come nel territorio italiano il numero dei giovani abusanti in carico ai servizi della Giustizia risulti in costante aumento: nel 2016 sono 576 i minorenni autori di reato sessuale/maltrattamenti presi in carico per la prima volta dagli Uffici di Servizio Sociale, a fronte dei 387 presi in carico nel 2011 e dei 454 nell‘anno 2012 (fonte: Dipartimento Giustizia Minorile e di comunità). Tali dati restituiscono l’immagine di un fenomeno di estrema rilevanza, sia dal punto di vista numerico, sia per la gravità degli atti commessi, in particolare con riferimento al target considerato – minori e giovani adulti abusanti.

L’aumento dei minorenni presi in carico dai Servizi sollecita gli operatori ad interrogarsi e a riflettere sulle criticità esistenti, nella consapevolezza che la complessità e la gravità del disagio del comportamento antisociale devono essere adeguatamente affrontate per limitare i possibili effetti negativi derivanti dalla condotta illecita.

Questa popolazione necessita di un’attenzione particolare poiché attorno alla condotta deviante nell’adolescente non si è ancora stabilmente organizzata la personalità, quindi l’acquisizione di identificazioni più solide ed armoniche può facilitare una evoluzione in senso favorevole e prevenire il cristallizzarsi di problematiche legate alla fase di sviluppo, evitando l’irrigidirsi della situazione.  Al contrario, l’azione violenta agita dal minorenne, se non adeguatamente affrontata, rischia di radicarsi nella personalità del giovane e di consolidarsi in modalità improntate all’abuso, esponendolo al rischio di recidiva e favorendo quei processi imitativi di modelli aggressivi nel gruppo dei pari tipici dell’età adolescenziale. Inoltre, nel lavoro a contatto con minori abusanti, occorre tenere conto dei profondi e rapidi mutamenti sociali che accompagnano lo sviluppo dell’adolescente e che rischiano di produrre un forte senso di disorientamento nell’operatore non adeguatamente formato.

È evidente come la presa in carico di tali minori comporti un notevole impegno da parte degli operatori coinvolti anche a causa del forte impatto emotivo che la tematica porta con sé e che rende non sempre facile il contatto diretto con questi ragazzi e la corretta presa in carico degli stessi.

Tuttavia, a fronte dei profondi e rapidi mutamenti sociali che investono il mondo adolescenziale e del costante aumento del fenomeno in esame, le istituzioni si trovano troppo spesso impreparate e sprovviste degli strumenti necessari per rispondere adeguatamente alle complessità dei bisogni emergenti e alle trasformazioni in atto.

Difatti, sono ancora poche le iniziative formative destinate agli operatori coinvolti sul tema della prevenzione e recupero dei minori maltrattanti e sulle varie evoluzioni e sui significati attribuiti al fenomeno della violenza.

Nasce da questa consapevolezza la volontà di sviluppare un progetto che miri alla realizzazione di un percorso di capacitazione sull’intero territorio nazionale attraverso percorsi di formazione, aggiornamento e supervisione rivolti agli operatori della giustizia minorile con l’obiettivo di migliorare la capacità di presa in carico dei minori considerati, riducendo il rischio di recidiva degli autori stessi.

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Destinatari del progetto

I destinatari del progetto sono tutti gli  operatori dei Servizi Sociali per i Minorenni (USSM) dell’intero territorio nazionale.

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Obiettivi progettuali

Gli obiettivi che si prefigge di raggiungere l’iniziativa possono essere così sintetizzati:

  • Fornire agli operatori della Giustizia Minorile gli strumenti necessari per rispondere adeguatamente alle complesse esigenze dei minori maltrattanti e sostenerli nella disposizione di programmi volti al trattamento, sostegno e recupero dei minori abusanti;
  • Analizzare i diversi approcci clinici esistenti e le modalità di intervento più appropriate per un’efficace azione di trattamento, cura, prevenzione e reinserimento sociale del giovane abusante;
  • Sostenere processi di confronto e favorire il contatto fra gli operatori coinvolti nella presa in carico dei giovani abusanti, inclusi i servizi e le strutture esistenti sul territorio al fine di facilitare lo scambio di esperienze, buone prassi e aumentare la qualità del lavoro di rete.

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Attività

Le azioni di progetto verranno realizzate in 12 mesi ed in particolare si prevedono:

  1. Percorsi di formazione/aggiornamento sul tema della violenza di genere, per garantire una migliore presa in carico dei minori abusanti e prevenire la recidiva;
  2. Attività di affiancamento dei professionisti impegnati nella presa in carico dei minori abusanti,
  3. Presentazione di casistica e supervisione dei casi presi in carico dai servizi della Giustizia Minorile.

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