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- PERLA - Indagine conoscitiva sui percorsi lavorativi dei cittadini extracomunitari
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Sono ormai numerosi glistudi sulle modalità di inserimento lavorativo dei cittadini stranieri in Italia. Molti tra questi hanno potuto mettere in luce alcune caratteristiche e peculiarità che riguardano sia forme di etnicizzazione di specifici settori produttivi (ad esempio: edilizia, agricoltura, servizi), sia il combinarsi di elementi etnici e specifiche aree geografiche (ad esempio: concentrazioni di cinesi a Prato nel tessile; indiani nella pastorizia nel reggiano). Inoltre, hanno evidenziato come la presenza dei lavoratori stranieri si concentri nei lavori meno qualificati e meno pagati e quanto il lavoro straniero sia segnato da una marcata capacità di fare impresa. Certamente meno noti sono invece i percorsi lavorativi di questi lavoratori: le storie di ingresso, uscita, reingresso dal mercato del lavoro. Inoltre sono ancora poco conosciuti i periodi che gli stranieri vivono in attesa di un'occupazione, i processi che regolano gli eventuali corsi di professionalizzazione organizzati a questo scopo, i passaggi da un'attività lavorativa all'altra o, ancora, da una forma contrattuale all'altra. Questa indagine intende esplorare questo complesso insieme di fenomeni che riguardano l'ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro delle persone immigrate, e operare una ricostruzione quali-quantitativa di tali percorsi, probabilmente caratterizzati da un elevato tasso di mobilità Le linee direttrici del lavoro riguarderanno tanto la mobilità in entrata e in uscita dal mercato del lavoro quanto la mobilità all'interno di un settore produttivo (frequenza di interruzioni – riassunzioni, ma anche la upward/downward mobility, o anche la mobilità territoriale); la ricerca si occuperà inoltre della mobilità tra diversi settori produttivi (ad esempio: agricoltura versus industria; servizi alla persona versus impresa autonoma) cogliendo anche le eventuali diversità sia su base etnica sia geografica. È evidente però che grande attenzione sarà accordata, oltre che alla descrizione dei percorsi lavorativi così come già indicato, anche ad una più approfondita analisi dei meccanismi che paiono influenzare questa mobilità, soprattutto in questa congiuntura recessiva: la qualità dei rapporti contrattuali, del capitale umano e sociale, dei fattori espulsivi e dei fattori attrattivi – e del loro bilanciamento tra diversi settori/aree/opportunità lavorative. Gli obiettivi dell'indagine, dunque, possono essere declinati come segue: a) ricostruzione quantitativa dei percorsi lavorativi dei cittadini stranieri, con particolare attenzione alle variabili di genere, etniche, geografiche; b) valutazione quanti/qualitativa dell'influenza di una molteplicità di fattori nell'influenzare l'andamento di tali percorsi: fattori legati al capitale umano e sociale, al percorso migratorio, ai meccanismi espulsivi/attrattivi dei diversi settori produttivi (quali i meccanismi discriminatori, le forme estreme di etnicizzazione con esclusione di altre comunità etniche, i dumping salariali); c) valutazione del rischio di fuoriuscita dal mercato del lavoro per categorie di migranti e chance di reingresso; d) valutazione della qualità e quantità della domanda di sostegno che gli immigrati pongono ai centri per l'impiego e più in generale alle agenzie di sostegno del lavoratore immigrato (agenzie di formazione e orientamento al lavoro; sindacati; associazioni di e per immigrati) e delle risposte ottenute, in particolare nella fase di fuoriuscita dal mondo del lavoro, ma anche a sostegno per processi di riqualificazione professionale e progressione di carriera. L'insieme dei risultati raggiunti consentirà una migliore comprensione delle dinamiche di inserimento lavorativo dei lavoratori stranieri nel nostro paese e consentire di definire strumenti di policy, tanto centralizzata quanto territoriale, che possano contribuire a:
- ridurre il rischio di espulsione dal mondo del lavoro dei cittadini stranieri e/o favorire il loro reingresso (azioni di riqualificazione, orientamento, incontro domanda/offerta);
- favorire la mobilità lavorativa tanto intra settoriale quanto intersettoriale per l'uso ottimale delle risorse umane e degli skill lavorativi degli immigrai (in particolare azioni di riduzione della discriminazione e miglioramento della cultura del diversity management);
- ridurre il rischio di pericolosi fenomeni di etnicizzazione di alcuni lavori o in alcune aree produttive, nuovamente facilitando percorsi di mobilità lavorativa e agendo in particolare sull'opportunity hoarding.L'indagine si propone di prendere in esame i tre seguenti livelli di analisi:
- i servizi offerti dai centri per l'impiego (analisi desk, somministrazione di interviste semistrutturate ed organizzazione di focus group);
- le caratteristiche dei percorsi lavorativi individuali dei cittadini stranieri extracomunitari (somministrazione di un questionario strutturato ad un campione di circa 11.000 lavoratori stranieri immigrati)
- le opinioni dei testimoni privilegiati (somministrazione di interviste semistrutturate)
e verrà condotta in 18 province (Ancona, Bologna, Brescia, Caserta, Firenze, Milano, Napoli,Padova, Palermo, Parma, Perugia, Prato, Rimini, Ragusa, Roma, Torino, Trento, Vicenza).
Durata delle attività: luglio 2009 - giugno 2010.
Persone di riferimento per l'iprs: Catia-Isabel Santonico Ferrer, Gaia Testore
- Report: Final Report
- Documenti di progetto: Monografie territoriali
- Brochure: Programma del Convegno
questo spazio è funzionale alla proiezione di immagini significative, unitamente allo spazio immediatamente seguente; insieme, realizzano un effetto di dissolvenza incrociata.