01/06/2017 - 31/12/2017

Integrazione e sostegno attività USSM di Bologna

Il Progetto 

Il servizio socio-assistenziale, di integrazione sociale e accompagnamento e/o orientamento al lavoro, in esecuzione presso l’ufficio del servizio sociale minorenni di Bologna – CGM Emilia Romagna – rappresenta la naturale prosecuzione dell’esperienza precedentemente realizzata dall’IPRS presso la stessa Ussm di Bologna attraverso il Progetto “Minori e giovani adulti” sviluppato in continuità di rinnovo nel biennio 2015-2016.

L’obiettivo del progetto è la definizione di azioni qualificate a supporto delle attività di:

  • Presa in carico, accompagnamento educativo-orientamento, ricerca risorse, inserimento in tirocinio formativo, tutoraggio e monitoraggio per minorenni e giovani adulti dell’area penale esterna o detenuti in misura alternativa, sostitutiva o ammessi al lavoro all’esterno;
  • Gestione documentale e inserimento dati nel Sistema Informativo Servizi Minorili (SISM).

Il servizio è in primo luogo un intervento di sostegno all’azione socio-educativa resa a favore dei giovani sottoposti a procedimento penale e alle loro famiglie dall’USSM di Bologna, ma anche e soprattutto una opportunità per un miglioramento complessivo del sistema di intervento. Sistema che si giova delle professionalità che si sono aggiunte, seppure temporaneamente, all’organico del servizio, per aprire uno spazio di riflessione sulle strategie che il servizio utilizza per rispondere ai bisogni dei soggetti destinatari di queste azioni, e per attivare la rete territoriale di risorse in collaborazione con i Servizi dell’Ente Locale, delle ASL e del Privato Sociale.

L’IPRS garantisce l’efficacia dell’intervento su tutte le attività, e questo sia in ragione della pregressa esperienza acquisita nelle precedenti edizioni di erogazione del servizio, poi grazie agli elementi che qualificano l’equipe di lavoro che integra competenze relative al lavoro sociale con i minori autori di reato, competenze psicologiche, competenze nella ricerca-intervento in ambito psicosociale; competenze relative al monitoraggio e  alla modellizzazione di interventi che rispondono a bisogni complessi; esperienze di lavoro con le istituzioni, sia nell’erogazione dei servizi, sia nella supervisione dei medesimi; esperienze specifiche nell’ambito della supervisione clinica e del sostegno metodologico nella presa in carico globale di soggetti fragili, sia nell’ambito della Giustizia minorile, sia nell’ambito degli interventi educativi e formativi.

Compongono l’équipe di lavoro gli AA.SS. Veronica Buffon, Claudia Garbuglia, Linda Mucciolo e Vincenzo Abitante. Il coordinamento delle attività sarà a cura del dott. Ettore Tavoletta, la supervisione sarà a cura del dott. Raffaele Bracalenti.

In coerenza con le esigenze di valorizzare un modello d’intervento dinamico integrato, che persegua gli obiettivi dell’alleanza con la famiglia e il territorio, tutte le fasi di lavoro sono state condotte in modo da:

  • Assicurare che l’indagine della situazione familiare e delle risorse attivabili coinvolga attivamente la famiglia, aiutandola a mettersi in “connessione” con la crisi in modo costruttivo;
  • Sostenere processi di informazione e comunicazione relativamente ai diritti, ai percorsi e ai vissuti, che coinvolgano le famiglie e i minori in carico al Servizio, attraverso metodologie che utilizzino anche le opportunità offerte dai processi di comunicazione tra pari nei setting multifamiliari (in coerenza con quanto l’USSM di Bologna già realizza nell’ambito dei gruppi “In-formati in gruppo” e della sperimentazione dei gruppi multifamiliari Badaracco);
  • Garantire la realizzazione concreta di piani educativi personalizzati che mettano effettivamente in circolo le risorse del sistema ai vari livelli, familiare, comunitario e territoriale;
  • Permettere un’azione di monitoraggio che promuova interventi tempestivi e sinergici sui vari fronti;
  • Garantire che vengano messe a sistema le informazioni relative ai PEI a tutti i livelli, quale elemento fondamentale di raccordo a carattere operativo dell’intervento e nell’ottica di una pianificazione di prestazioni e servizi finalizzate alla tutela del ragazzo che risulti pienamente rispondente al modello di lavoro di rete inter istituzionale e intersettoriale richiamato dalla Circolare.

L’attività di formazione e di supervisione offerta e realizzata nell’ambito del servizio ha apportato un ulteriore valore aggiunto.

In particolare l’attività di formazione riguarda i seguenti ambiti:

  • Normativo: a titolo di esempio, si propone di approfondire la nuova disciplina sui minori stranieri non accompagnati (Legge 7 aprile 2017, n.47 – Legge Zampa, recante “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati), e le potenziali ricadute sul sistema Giustizia;
  • Clinico: a titolo di esempio, Hikikomori e giustizia minorile;
  • Professionale sociale: gli approfondimenti proposti riguardano, a titolo di esempio, le metodologie di coordinamento genitoriale nei casi di alta conflittualità o l’utilità e le tecniche di mantenimento di uno “spazio neutro”

L’attività di supervisione riguarda non solo il vertice di ordine sociale (ovvero ciò che si riferisce al lavoro dei servizi sociali per i minorenni con la previsione dell’adozione di strumenti tipici, appunto, del lavoro sociale) ma anche competenze di ordine organizzativo e metodologico in grado di ri-collocare l’intervento nel contesto più ampio dell’operatività inter-servizi, dell’azione integrata, dell’alleanza con le altre agenzie.

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Attività di Progetto:

  • Attività di Formazione: L’IPRS – quale ente di formazione continua accreditato presso il CNOAS – ha attivato un percorso di formazione dedicato agli assistenti sociali ed agli operatori della Giustizia Minorile del CGM di Bologna su temi di maggiore urgenza e delicatezza che caratterizzano il lavoro degli interventi sociali.

 

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