25/01/2010

Rossana Della Stella, SCENE EDUCATIVE DALL'ASILO NIDO, Edizioni Magi 2009, pp. 164: una riflessione sulle esperienze di dipendenza triadica, tra bambino, madre ed operatrice-osservatrice, osservate nell'asilo nido.

Rossana Della Stella, Scene educative dall'asilo nido, Edizioni Magi 2009, pp.164, € 18,00.

Il libro si apre con una rassegna delle più recenti teorie dello sviluppo emotivo-esperienziale nel bambino – che ruotano intorno alla psicologia dell'io – il cui intento è dare sostegno scientifico e metodologico alla trattazione successiva e permettere all'autrice di stabilire almeno due punti fermi e indiscutibili:

  1. il bambino tende a muoversi sempre verso esperienze affettive positive;
  2. la madre è il mediatore privilegiato del bambino per l'esibizione delle sue competenze relazionali.

Nell'asilo nido le esperienze comportano sempre una dipendenza triadica tra bambino, madre e operatrice-osservatrice. Poiché la figura materna è il partner (quasi) esclusivo delle primissime esperienze affettive dei figli – e per questo è titolare di una supremazia affettiva e relazionale – essa impegna l'educatrice dell'asilo nido nell'osservazione delle dinamiche messe in atto durante la separazione volontaria, al momento dell'ingresso in aula, per assicurare al bambino le migliori emozioni possibili. Le osservazioni fatte in tal senso, e riportate in questo manuale, risultano semplici tautologie che però, coerentemente con le premesse teoriche, tendono a fornire le interpretazioni/spiegazioni utili per comprendere le eventuali infrazioni alla norma "naturale" – secondo l'autrice – rappresentata dalla tensione verso le esperienze affettive positive e verso lo sviluppo delle più adeguate competenze relazionali. Con esempi corposi l'Autrice illustra le situazioni esperienziali, tratte da un progetto pilota, in cui all'osservazione dettagliata ha fatto seguito una supervisione e, da questa, è scaturita un'azione educativa rivolta alla diade madre-figlio: ove si sia reso necessario la supervisione ha previsto anche un'attività terapeutica. Le osservazioni "spontanee" delle educatrici in generale sono fortuite e fondano la loro coerenza sull'esperienza teorico-pratica mentre l'osservazione guidata, che emana comunque da quelle, può essere organizzata ed impostata solo occasionalmente vista la delicatezza degli argomenti da trattare e le numerose attività giornaliere previste nel nido. L'osservazione guidata però seguirà le prescrizioni di un protocollo e dovrà necessariamente essere oggetto di discussione con un supervisore psicologo. A corredo di questo discorso l'autrice fornisce ulteriori esempi dettagliati. Le considerazioni conclusive mettono in evidenza come i cambiamenti sociali, avvenuti nel corso del tempo e le conseguenze che essi hanno comportato nelle attività degli asili nido e nel ruolo delle operatrici, abbiano implicato l'assunzione di compiti di natura educativa al posto delle precedenti attività assistenziali e sanitarie. Al momento attuale il fine che ci si deve porre, secondo l'autrice, è favorire nel bambino le esperienze emotivo-relazionali in risposta alle esplicite richieste dei genitori che, in altri tempi, sarebbero state espresse e soddisfatte altrimenti, all'interno della famiglia allargata. Rossana Dalla Stella sostiene che l'educatrice si trovi fare i conti con uno stile genitoriale imperniato su premesse piuttosto esili, motivo per cui il bambino e la famiglia stessa si fanno spesso portavoce di disagi relazionali. Così all'insegnamento morale di un tempo si è sostituito il principio dell'ampliamento dei comportamenti, la cui valutazione ora rimane solo stabilita nei termini di adeguatezza (inadeguatezza) funzionale mentre tutto il piano educativo è improntato a favorire la costruzione continua di "esperienze pronte". L'esigenza deontologica viene soddisfatta impostando le attività nel rispetto delle richieste del bambino che sin dalla nascita reclama un ordine nelle sue relazioni con il mondo: l'abilità dell'educatrice starà nel trasformare la pratica educativa in una pratica narrativa.
L'Autrice, psicologa, psicoterapeuta, esercita la sua attività professionale in particolare nella cura degli affetti implicati nella relazione educativa; si è occupata di docenza e supervisione nell'ambito dei corsi di aggiornamento per insegnanti. Lavora come psicoterapeuta nell'area clinica.

Pietro De Santis